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Inflazione e tassi di interesse
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È come il cane che si morde la coda: è difficile per le banche centrali contrastare un fenomeno (l’inflazione) senza incidere sull’altro (il rallentamento dell’economia).
L’aumento generalizzato dei prezzi – dovuto soprattutto all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici – porta come conseguenza una diminuzione del potere d’acquisto e quindi dei consumi
In questo contesto, per limitare la crescita dei prezzi, la Bce può intervenire sulla quantità di moneta circolante e sui tassi di interesse. Ma in questo modo si bloccano i consumi e questo significa andare ad incidere direttamente sulla crescita dell’economia e quindi del Pil.
Personalmente, credo che in questa situazione le famiglie (soprattutto) dovrebbero ‘giocare in difesa’, cercando il modo di attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi e dei tassi di interesse approfittando di quelle che possono essere le opportunità offerte, ancora, dalle banche.
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